L'incisione del nome è compresa su ogni collare. Prima di ordinare, misurate il collo
Quello che ci sentiamo dire al telefono
Nove volte su dieci non è il bronzo: è il battaglio troppo corto, oppure il collare stretto che tiene la bocca schiacciata contro il collo. Si sistema in mezz'ora.
Quello è cuoio conciato al cromo, comprato a peso. Il nostro è vacchetta conciata al vegetale, spessore 5 mm, e la prima stagione la passa a prendere la forma del collo.
Mandate una foto con un metro accanto. Vi diciamo la misura e se vale la pena rimetterlo a posto.
La bottega
Il laboratorio sta in Via Giovanni Paolo I, a duecento metri dal ponte. Dentro ci sono due incudini, una cesoia del 1961 che continua a tagliare meglio di quelle nuove, e una parete di punzoni per le lettere.
Facciamo due cose e basta: campanacci e collari. I campanacci arrivano grezzi dalla fonderia, noi li accordiamo, li puliamo e ci mettiamo il battaglio giusto. I collari li tagliamo, li cuciamo e li incidiamo qui, uno alla volta.
Non abbiamo un negozio online con il carrello. Si telefona, si dice cosa serve, si concorda la misura e si spedisce. Chi passa da Ardesio in genere preferisce venire a sentirli suonare.
Dagli 8 ai 26 centimetri di bocca. Bronzo per il suono lungo, acciaio zincato dove l'alpeggio è duro con tutto.
Quelli che non vanno al pascolo: bocca lucidata a specchio, collare largo con borchie, il nome della stalla inciso sul fronte.
Vacchetta al vegetale da 5 mm, fibbia in ottone, cuciti a due aghi. Larghezze da 4 a 14 cm secondo il peso del campanaccio.
Nome, alpeggio, anno. Lettera per lettera, a mano, perché una fresa sul cuoio si vede lontano un chilometro.
Fibbie strappate, cuciture andate, battagli consumati. Si ripara quasi sempre, e costa meno di un pezzo nuovo.
Manzette, vacche di razza bruna, capre. Se il collo non rientra nelle taglie standard si taglia apposta, senza sovrapprezzo.
Con cosa lavoriamo
Il nostro anno non è distribuito bene. Ci sono sei settimane in cui non riusciamo a stare dietro a tutti e quattro mesi in cui il telefono suona due volte al giorno. Se potete scegliere, scegliete bene.
Il periodo peggiore. Tutti si accorgono nello stesso momento che manca un campanaccio, che il collare dell'anno scorso non chiude più, che la manzetta è cresciuta. I dieci giorni lavorativi per un pezzo inciso diventano venti e non c'è verso di accorciarli: il cuoio bagnato va lasciato asciugare da solo, non esiste un modo di sbrigarsi. Chi chiama a marzo se lo porta in alpeggio senza pensarci.
Qui siamo liberi e facciamo le cose che d'inverno restano indietro. Se qualcosa si rompe lassù, si spedisce in giornata al paese più vicino.
Scarico e fiere. Arrivano i pezzi da lucidare e da incidere per le sfilate, e arrivano i collari consumati da quattro mesi di pioggia. Due settimane di attesa, in media.
Il momento buono. Riparazioni senza fretta, campanacci di famiglia tirati fuori dalle cantine, regali. Non facciamo sconti d'inverno, ma il lavoro viene meglio: a dicembre un collare lo si può rifare due volte se la prima non convince.
Se avete già in mente la primavera, il consiglio è sempre lo stesso: misurate adesso e chiamateci a gennaio.
Chi tiene le bestie lo sa: il campanaccio serve a trovare la mandria nella nebbia, non a fare scena. Per questo lo accordiamo uno per uno, e per questo il collare lo facciamo più largo di quanto sembri necessario — il peso deve stare sul torace, non sulla trachea.
Poi c'è l'altra metà del lavoro: quelli da fiera, quelli che restano appesi in cucina, quelli regalati a chi ha venduto la stalla e non se ne fa una ragione. Li trattiamo con la stessa cura, solo che li lucidiamo di più.
Spediamo in tutta Italia in 3 giorni lavorativi. Sopra i 150 euro la spedizione la paghiamo noi.
Prezzi IVA compresa, aggiornati a settembre 2026. Il bronzo lo paghiamo a quotazione, quindi due volte l'anno qualcosa si muove: la cifra esatta ve la confermiamo quando chiamate.
Campanacci
Acciaio zincato: 25% in meno a parità di misura. Il battaglio è sempre incluso e sempre tarato sulla bocca.
Chiedete la tonalità
Collari
Il cuoio arriva in tre colori: naturale, testa di moro e nero. Il naturale scurisce da solo nel giro di due estati.
Vedi i collari
Riparazioni
Se dopo averlo aperto vediamo che non ne vale la pena, ve lo rimandiamo indietro senza addebitare nulla.
Come funziona
Una lettera storta resta storta per vent'anni. Per questo il cuoio si inumidisce, si segna la riga con la stecca d'osso e si batte un punzone alla volta, tenendo il martello corto.
Servono venti minuti per un nome, quasi un'ora per uno stemma di stalla. È il motivo per cui chiediamo il testo esatto al telefono e lo rileggiamo due volte prima di battere: sul cuoio non esiste il tasto indietro.
Lettere disponibili: alfabeto latino maiuscolo, 8 e 12 mm, più numeri. Caratteri gotici solo su ordinazione, e costano di più perché i punzoni li abbiamo in un set solo.
Se una cucitura cede entro due anni la rifacciamo noi, spedizione compresa. Non è generosità: in trentotto anni è successo undici volte.
Il laboratorio è in paese e i campanacci si provano in mano. Chi arriva da lontano di solito telefona prima per essere sicuro di trovarci al banco.
Per le riparazioni apriamo il pezzo, guardiamo e chiamiamo. Nessuno si è mai trovato in fattura una cifra di cui non aveva sentito parlare.
Giacomo
Quarantadue capi in alpeggio sopra Valbondione, metà mandria con campanacci sulla stessa nota.
«Nella nebbia non capivo più dove fosse la testa del gruppo. Mi hanno rifatto dodici campanacci su tre tonalità diverse. Adesso le sento separate anche da sotto.»
Come si accorda una mandriaElisa
Il campanaccio del nonno, cuoio spaccato in tre punti e battaglio perso da chissà quanto.
«Pensavo fosse da buttare. L'hanno tenuto due settimane, hanno rifatto il collare con lo stesso disegno di borchie e ci hanno rimesso il nome della cascina. Trentacinque euro.»
Guarda le riparazioniCon un metro da sarta, senza stringere. Va bene anche una cordicella e poi il righello.
Misura, che bestia è, dove va in alpeggio, e se è un regalo. Da queste quattro cose escono la bocca, la tonalità e la larghezza del collare. Non serve che sappiate i termini: bastano i centimetri e la razza, al resto pensiamo noi.
Ve lo rileggiamo lettera per lettera, accenti compresi. Solo dopo il vostro sì si batte il primo punzone.
Dieci giorni per un pezzo inciso. Tre, se prendete una misura standard.
Bocca 16 cm nella grande maggioranza dei casi, collare da 10 cm. Se la vacca è magra di collo si scende a 14 e si allarga il collare, altrimenti il peso balla.
Bronzo se l'alpeggio è largo e vi serve sentirle da lontano. Acciaio se le bestie stanno in recinto, se il pascolo è sassoso o se il peso è un problema: pesa circa un terzo in meno.
Tre bastano fino a una quarantina di capi. Sopra conviene arrivare a cinque, tenendo la nota più grave sulla vacca che apre il gruppo.
Una volta a fine stagione, con grasso di foca o olio di piede di bue. Mai vicino alla stufa: il cuoio asciugato in fretta diventa carta.
Dai dieci pezzi in su togliamo il 10% e l'incisione dello stesso nome su tutti non la contiamo. Sotto i dieci il prezzo è quello di listino, anche per i conoscenti.
Sì, se ci mandate quello rotto. Copiamo disegno delle borchie e passo della cucitura. Le borchie originali, se reggono, le rimettiamo sul cuoio nuovo.
Il 20 cm da fiera fa la figura giusta su una trave. Se lo mettete in un corridoio stretto scendete al 16: da vicino un bronzo grande è assordante.
Nome e data stanno comodi su un collare da 10 cm. Oltre le venti lettere bisogna salire di larghezza, altrimenti si finisce sulla cucitura.
Un 16 cm in bronzo con collare sta sui 2,4 kg. Il 26 da fiera arriva a 6 kg: se lo appendete al muro serve un tassello vero, non un chiodo.
No, e diffidate di chi ne ha sempre in magazzino. Capita di averne uno o due lasciati da riparare e mai ritirati: in quel caso si telefona a chi li ha portati prima di venderli.
Quasi tutto quello che ci arriva dentro uno scatolone torna a suonare. Il pezzo che non vale la pena riparare ve lo diciamo subito, senza inventarci un preventivo per giustificare il viaggio.
Campanacci e collari in cuoio per l'alpeggio. Bottega ad Ardesio, alta Val Seriana.
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