L’incisione del nome è compresa su ogni collare. Prima di ordinare, misurate il collo

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Collari in cuoio

Tagliati, cuciti e incisi qui dentro, uno alla volta. Non li compriamo finiti e non li facciamo fare altrove: è l'unica parte del lavoro in cui non passa niente per altre mani.

Tre colori, e basta

Sono i tre che la conceria toscana ci manda da sempre. Abbiamo provato altre tinte due o tre volte e sono tornate indietro scolorite dopo una stagione di sole in quota.

NaturaleParte quasi giallo. Dopo due estati diventa miele scuro e non torna più indietro.
Testa di moroIl più richiesto. Nasconde il grasso e l'unto delle mani.
NeroDa fiera. Sotto il sole scalda di più, quindi in alpeggio lo sconsigliamo.
Tre collari in cuoio dei tre colori disponibili
Gli stessi tre colori su cuoio nuovo. In mano la differenza si vede molto meno che in fotografia.
Dettaglio della cucitura a due aghi su un collare
Cucitura a due aghi con filo di lino incerato. Se cede un punto, gli altri tengono.

I tre modelli che facciamo

45 €

Liscio

Quello da lavoro. Una striscia di vacchetta da 5 mm, fibbia in ottone, sette fori. Larghezze da 4 a 8 centimetri.

  • incisione del nome compresa
  • fori aggiuntivi gratuiti, anche dopo
  • pronto in tre giorni se la misura è standard
70 €

Con borchie

Le borchie sono di ottone pieno e vanno ribattute a mano dal rovescio, una per una: è il motivo per cui costa venticinque euro in più e non dieci. Larghezze da 6 a 10 centimetri.

  • due disegni di borchiatura, a rombi o in fila
  • si possono riutilizzare le borchie di un collare vecchio
120 €

Da fiera

Doppio strato di cuoio cucito insieme, larghezza 14 centimetri, bordo smussato e lucidato. Regge senza piegarsi anche il campanaccio da 26.

  • stemma o marchio di stalla a punzone, 28 €
  • dieci giorni lavorativi, di più a settembre
  • si fa anche solo per appenderlo in casa

Quale larghezza, in pratica

La larghezza non è una questione estetica: è il modo in cui il peso finisce sul torace invece che sulla trachea. Queste sono le combinazioni che usiamo davvero.

4 cmCapre e capretti, campanacci fino a 8 centimetri di bocca.
6 cmManzette. Anche vitelli, ma lì il collare va rifatto l’anno dopo.
8 cmVacche piccole di corporatura, oppure bruna con campanaccio da 12.
10 cmLa misura più venduta. Bruna adulta, bocca 16.
14 cmDa fiera e tori. Sotto un 20 o un 26 non si scende.

Come si tiene, se volete che duri

Una volta a fine stagione, quando il collare torna giù dall'alpeggio: si toglie la terra con uno straccio umido, si lascia asciugare all'ombra per un giorno intero e poi si passa grasso di foca o olio di piede di bue, poco, con le dita.

Il punto più importante è l'asciugatura. Il cuoio bagnato messo vicino alla stufa diventa carta nel giro di un inverno, e a quel punto non c'è grasso che tenga: si rifà. Abbiamo visto collari di quarant'anni ancora buoni e collari di tre stagioni andati, e la differenza era sempre quella.

La fibbia in ottone si annerisce e va bene così. Se proprio la volete lucida, bicarbonato e mezzo limone, poi sciacquare: i prodotti da metalli lasciano un residuo che macchia il cuoio attorno.

Se invece è già rotto
Softbell

Campanacci e collari in cuoio per l’alpeggio. Bottega ad Ardesio, alta Val Seriana.

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© 2026 Softbell — Ardesio (BG) Le fotografie mostrano lavorazioni della bottega. Le misure indicate sono nominali: il bronzo fuso ha sempre mezzo centimetro di tolleranza.